JUDITH OWEN: sospesa tra melodia, emozione e teatro. Recensione live Milano

Condividi

JUDITH OWEN
26 Ottobre 2016
Salumeria della Musica
Milano

Voto: 7,0
di Luca Trambusti

Sull’onda del suo undicesimo album dal titolo “Somebody’as Child” la cantautrice gallese Judith Owen arriva in Italia per sei concerti.

Nella sua produzione su disco la musica della Owen è assai eclettica, raccoglie ed elabora spunti di tanti altri grandi artisti e si colloca nel filone del songwriting segnato dall’eleganza e dalle linee guida del suo pianoforte sporco di jazz. Dal vivo in realtà dal punto di vista stilistico e sonoro poco cambia, si esalta invece l’aspetto emotivo e teatrale dello spettacolo.

Quando Judith sale sul palco lascia un po’ perplessi l’inizio del concerto che parte con una lunga introduzione parlata in cui la rossa musicista gioca tra poche parole in italiano e l’inglese ed alla fine ovviamente opta per quest’ultimo. Per arrivare alle prime note occorre aspettare alcuni minuti spesi a presentare la (grande) band che l’accompagna ed a introdurre con grandi movenze teatrali se stessa.

Si preannuncia un concerto molto “parlato” e così in effetti sarà. Le parole (giustamente) devono essere sue. Se arrivano dal pubblico la Owens è capace di fermarsi a metà canzone perché disturbata, “cazziare” il pubblico e ricominciare il brano. Prima di ogni esecuzione la cantautrice introduce il brano che sta per eseguire con alcuni appunti personali ed anche divertenti, dando sempre una grande teatralità al parlato, alle movenze ed anche alle esibizioni musicali. Pare una sorta di teatro canzone.

L’impatto che si può ricavare è quello di avere a che fare con un’artista arrogante, presuntuosa ed un po’ “diva”; questa sensazione iniziale durante il concerto si stempera e viene sostituita dalla consapevolezza di trovarsi di fronte ad un’artista con la sua “follia” ed un po’ “fuori”. Le cose che dice in introduzione in realtà sono centrate ed in alcuni casi divertenti per contenuto e forma in cui vengono espressi. Sul finale il “teatro” si trasforma quasi in cabaret o divertente quando introduce una canzone ed alla fine dell’intro la band le segnala che è la canzone sbagliata …….

Ma siccome è un concerto e non teatro, la musica è l’elemento centrale della serata. Sicuramente la capacità di creare atmosfere intense ed emotivamente forti è il focus dell’esibizione. Spesso l’esecuzione è minimale. Il piano s’incrocia o con il solo basso o con il solo violoncello e su questo tappeto sonoro si stende la linea melodica vocale. Ed in questi casi sono brividi

Ma la Owens è capace anche di “spingere” ed allora (in pochi episodi in realtà) ricorre all’impatto sonoro di una band molto particolare. Sul palco con lei ci sono il bassista Leland Sklar (James Taylor, Carole King, Jackson Browne, Phil Collins) il batterista Russell Kunkel (Bob Dylan, Neil Young), il percussionista Pedro Segundo (house drummer del Ronnie Scott’s di Londra) e la violoncellista Gabriella Swallow (Skunk Anansie, Sade, Dionne Warwick) (la sua Acid Queen come la definisce la Owen). E’ anche grazie a loro che il suono è caldo e emozionale. Una band che con grande semplicità di mezzi e senza nessun sfoggio muscolare rende assai coinvolgente e concreto il concerto.

In scaletta ci sono, come sul nuovo disco, due cover: “More Than This” (Roxy Music – 1982 dall’album Avalon) e “Aquarius” (dalla colonna sonora di Hair). Notevole è la rilettura che la rossa gallese fa. Diventano due canzoni molto personali e perfettamente inserite nel contesto del concerto. Da segnalare anche Josephine in una intensissima versione (ancor più che sul disco) per piano e voce; intensità più corale che troviamo anche in “No More Goodbyes” canzone sugli addii e sulle mancanze.

Dunque sono quasi due ore di esibizione in cui, superato il primo impatto, la cantautrice gallese incanta, muovendosi tra Nora Jones e Joni Mitchell in quello che potremmo definire con un grande sforzo di sintesi “jazz d’autore”. Perfetta inoltre la cornice della Salumeria della Musica, il club milanese dove si è svolto il concerto.

Da seguire

Ecco le date passate e future:

21 ottobre :: Teatro Comunale Le Muse :: Flero (Brescia) 
22 ottobre ::
Club Il Giardino :: Lugagnano (Verona) 
25 ottobre ::
Cap 10100 :: Torino 
26 ottobre ::
Salumeria della Musica :: Milano 
27 ottobre ::
Bravo Caffè :: Bologna
31 ottobre ::
Casa del Jazz :: Roma

JUDITH OWEN

Total Page Visits: 521 - Today Page Visits: 1

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.