PREMIO TENCO 2026 Rassegna della Canzone d’Autore: il racconto dell’edizione che ora premia il rap
PREMIO TENCO2026
Rassegna della Canzone d’Autore
Il racconto
22-23-24/10/2026
Teatro Ariston
Sanremo
Testo e foto di Giorgio Zito
È stata un’edizione molto particolare questa della Rassegna della Canzone d’Autore comunemente nota come “Premio Tenco”. Nel giro di pochi mesi se ne sono andati alcuni dei numi tutelari del Club Tenco, amici di lunga data, figure di spicco della canzone d’autore e della cultura italiana, daFrancesco GucciniaSergio Secondiano SacchiaDavid Riondino, per non dimenticare ancheSergio Staino.
Dio è morto: il tema della rassegna
Questo incontro annuale, che solitamente serve anche per tastare il polso allo stato di salute della canzone d’Autore, quest’anno ha quindi avuto anche il compito di ricordare questi amici già dal titolo della rassegna, “Dio è morto”, che viene interamente dedicata anche alla memoria di Sergio Sacchi, mentre Riondino viene ricordato con un beve spettacolo alla ex chiesa di Santa Brigida da Chiara Riondino, uno dei tanti eventi collaterali che riempiono Sanremo nella settimana del Tenco, come le proiezioni dei documentari (uno dedicato al bravissimo Paolo Benvegnù), le presentazioni di dischi (un cofanetto in due cd “Cantata per Sergio Staino”), lo spettacolo di Alessio Lega dedicato ai 100 anni dalla nascita di Dario Fo. Un ricordo di Guccini lo regala ancheJuan Flaco Biondini, suo storico chitarrista, qui anche per ritirare il Premio Yorum.

Ma non c’è solo il ricordo degli amici scomparsi, anzi, lo sguardo è rivolto verso il futuro della canzone d’autore con una scelta particolare e interessante: per la prima volta vengono invitati alla Rassegna tutti i cinque finalisti della categoria “Opera prima”, e non solo il vincitore. Una bella opportunità per questi ragazzi di esibirsi su un palco di prestigio, ma anche per il pubblico di conoscere volti e voci che non sempre passano per i media mainstream.
I giovani
La seconda serataè quindi quasi interamente dedicata ai giovani esordienti, offrendo così una buona panoramica di quello che si muove tra le nuove generazioni. Dall’approccio classico diSara Gioielliin un breve set per voce e pianoforte, alpopraffinato deiSantamarea, dalla canzone elettrica diFrancamente, al rock deiSatantango,convincenti sia nella formula rock band che in quella chitarra e voce. Molto apprezzata ancheGiulia Mei, con la sua proposta che unisce musica classica, elettronica, tecno e canzone d’autore. Un’altra voce giovane, ma già passata al Tenco, e che stavolta riceve la Targa Tenco per la canzone dell’anno “Quello che deve essere sarà”, èEmma Nolde, che si conferma essere una delle speranze più convincenti della nuova canzone d’autore, tornata con un set essenziale, voce e chitarra elettrica, e una proposta intensa e originale. Da rimarcare, quasi tutte voci femminili. E poi c’èPiji, il vincitore della Targa Tenco 2026 per il disco d’esordioSto registrando audio,un esordio arrivato dopo anni di gavetta, con un lavoro dalle molteplici influenze musicali che tiene insieme swing e elettronica, poesia e critica sociale, con intelligenza e la giusta dose di ironia.

Tutte le sfumature della musica d’autore
Carmen Consolitorna al Tenco per ricevere la targa per il miglior disco in dialetto per “Amuri Luci”, la rivendicazione delle proprie radici e il valore della propria cultura, in un set che spazia tra le musiche e le culture del mediterraneo, per chiudere con uno sguardo ironico sulla sua amata Sicilia de “La finestra”.
Interessanti le proposte diAvincola, Targa Tenco per il disco di interprete “Avincola canta Carella”, con cui ha riportato le canzoni di Enzo Carella sul palco del teatro Ariston dopo 47 anni e diFilippo Grazianiche ha fatto rivivere le canzoni del papà Ivan con il disco live “80 Buon compleanno Ivan”, (Targa Tenco per l’album a progetto).
C’è il rock di Agnelli che si confronta con Tenco
La Rassegna è stata aperta da un ineditoManuel Agnelli,alle prese con una versione pianoforte e voce diLontano Lontanodi Luigi Tenco, un brano che, ammette, non fa parte delle proprie radici musicali, e che ha voluto eseguire come la ricordava cantare da suo papà. Ma Agnelli è qui anche per ritirare il premio più ambito, quello alla carriera con i suoiAfterhours. La band milanese ha offerto un set impeccabile, aperto conMusa di nessuno, e proseguito con una serie di gioielli del loro repertorio, tra le cose migliori del rock italiano degli ultimi 40 anni: dal rock deIl paese è realeeÈ solo febbrealla ballata diQuello che non c’è,alla intensa e autobiograficaPadania,per chiudere con il capolavoroNon è per sempre.Premio meritatissimo, così come meritati sono stati gli altri premi alla carriera.

APaola Turci, che colpisce per la grinta e l’energia della sua esibizione e soprattutto con lo splendido omaggio a Chavela Vargas conPaloma Negra,e aMax Manfredi,giusto riconoscimentoper un cantautore che rappresenta a pieno titolo l’ala più classica e colta della Canzone d’Autore. Riconoscimento alla carriera che arriva anche perEnzo Avitabile, che ha regalato alla platea dell’Ariston uno dei momenti più intensi della rassegna, con la sua musica che no conosce confini, capace di parlare a tutti, e coinvolgendo l’intera sala.

Ma al Tenco arriva il rap
Ma la vera sorpresa di questa edizione è rappresentata dal rap, mai così presente in rassegna come quest’anno. Travolgente, come sempre, è statoCaparezza. A lui va la Targa, meritatissima, per l’album dell’anno con il suoOrbit Orbit. Uno degli artisti più originali del panorama odierno della musica italiana, capace di rinnovarsi ogni volta cercando nuove strade che, partendo dalle sue radici rap e contaminandosi con la canzone d’autore, arrivano a creare una musica altra, che rompe le barriere tra i generi. In continua evoluzione senza inseguire le mode del momento o le tendenze più giovani, anzi rivendicando il suo diventare “vecchio”, come esplicitato in maniera poetica inCome La Musica Elettronica.

Un lato quasi “cantautorale” del rap, rappresentato in questa rassegna anche daAnastasio. Ma quest’anno il Club Tenco consegna anche ilPremio Tencoalla carriera a un rapper,Frankie HI NRG Mc, che presenta alcuni dei suoi testi più belli in versione voce e batteria conquistando il pubblico: la critica sociale diQuelli che benpensano, l’inno diPotere alla parola, la rivendicazione di appartenenza alla scena rap diFaccio la mia cosae la profonda autoanalisi diAutodafè. E suAutodafè, sorpresa nella sorpresa, arriva per un inedito duettoFabri Fibra, il rapper che anni fa venne stupidamente estromesso dalconcertonedel primo maggio a causa dei suoi testi, gli stessi testi la cui qualità viene invece ora riconosciuta dal Club Tenco come canzone d’autore. E lo dimostra la suaL’avvelenata, dove la voce di Guccini introduce uno dei dischi più belli e maturi del rapper di Senigallia. Basterebbe questo per giustificare la sua presenza su questo palco, ma la seguenteGoyadovrebbe mettere a tacere anche le ultime resistenze anti-rap.
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