VASCO BRONDI: coinvolgente con il vecchio e nuovo repertorio Recensione e scaletta live concerto Torino

Condividi

Vasco Brondi ha chiuso il suo fortunatissimo club tour con un ennesimo sold out all’Hiroshima Mon Amour di Torino, locale a cui è molto legato.

Vasco BrondiRecensione e scaletta live concertoTorino

Qui, ha ricordato ancora ieri sera, ha tenuto il suo primo concerto fuori provincia, quando ancora doveva pubblicare il suo primo disco, grazie alla lungimiranza dei gestori del club torinese, che gli proposero di aprire una serata che vedeva in cartellone il Teatro degli Orrori e gli Zu.

E chi c’era ricorda bene quel ragazzo da solo sul palco che, armato solo di una chitarra acustica e di canzoni dai testi insoliti e originali, riuscì a guadagnarsi l’ascolto attento del pubblico.

Ormai il cantautore ferrarese a Torino è di casa e il pubblico convenuto stasera è tutto per lui, conosce benissimo le sue canzoni, tanto quelle del periodo Le Luci della Centrale Elettrica quanto quelle più recenti dei dischi a suo nome, compreso l’ultimo Un Segno di Vita.

Proprio dal brano che apre il nuovo disco inizia il concerto, quell’”Illumina tutto” che giocando sapientemente con arrangiamenti più pop e testi più cantabili è riuscita forse ad avvicinare a Brondi un pubblico nuovo, così come hanno fatto brani quali “Incendio”, “Meccanismi” o “Fuori città”.

Un impatto rock

Canzoni che dal vivo acquistano anche un impatto più rock, grazie a una band di ottimi musicisti (due chitarre elettriche, violino, tastiere, batteria). Forse disorienta un po’ sentire il pubblico cantare in coro le canzoni di Vasco Brondi come fosse una qualunque pop star, ma questo piccolo successo popolare è davvero meritato per un’artista che ha mantenuto la sua originalità, capace di emozionare con testi a metà tra canzone, poesia e letteratura. E lui sembra gradire, incitando più volte il pubblico a cantare con lui.

Brondi si diverte anche nel momento che definisce “karaoke”, cioè lo spazio per la cover: in questo tour tocca a “Cosa sarà”, brano di Dalla e De Gregori che il pubblico invece sembra quasi non conoscere.

Il repertorio

Ma i brani più attesi e che coinvolgono di più il pubblico sono quelli del passato, come la travolgente “Qui”, trascinata da quella chitarra elettrica che dal vivo sa ancora di più di desert blues, una versione possibilmente più scura, rock e abrasiva di “Cara catastrofe”, e l’affascinante “La terra, l’Emilia, la luna” cantata interamente dal pubblico.

Bello anche il recupero dell’intima “I Sonic Youth”, per la quale Brondi si sposta alle tastiere. “Chakra”, con quel testo che racchiude tutta la visione poetica del cantautore ferrarese, chiude in maniera splendida il concerto, prima di partire per una lunga sequenza di bis dove ritroviamo ancora alcune perle del repertorio de Le Luci della Centrale Elettrica quali “Per combattere l’acne” e “Piromani”, che ormai ha raggiunto lo status di piccolo inno per il pubblico, alle quali fanno da contraltare le dolci “Mistica” e A forma di fulmine”, ancora cantate in coro dal pubblico.

La nuova “Un segno di vita”, piazzata a questo punto della scaletta, conferma la scelta vincente di Vasco Brondi nella costruzione del nuovo disco, dimostrando la continuità di un percorso artistico che per originalità e intensità ha pochi paragoni tra i colleghi della sua generazione.

Chiude il concerto “Nel profondo Veneto”, con Vasco Brondi che ancora una volta scende a cantare in mezzo al pubblico, ormai completamente conquistato.

Scaletta

Illumina tutto
Le ragazze stanno bene
Meccanismi
Qui
Fuoco dentro
Incendio
La terra, l’Emilia, la luna
Fuori città
40km
Cara catastrofe
Macbeth nella nebbia
Quando tornerai dall’estero
I Sonic Youth
Cosa sarà
I destini generali
Chakra

Bis 1

Per combattere l’acne
Piromani
Mistica

Bis 2

A forma di fulmine
Un segno di vita
Nel profondo Veneto

https://www.facebook.com/vascobrondii


Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĂ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *