GIANCANE: tra dissacrante ironia e punk (Recensione)

Condividi


TUTTOGIUSTO TOUR
8 aprile 2022

Milano

Recensione di:
Voto: 6,5

Anche riprende in mano la sua attività live e torna ad esibirsi nei club. A circa metà del suo tour approda a Milano (“la prima volta di venerdì” dal palco) accolto da un discreto ma calorosissimo numero di presenti.

, romano, all’anagrafe Giancarlo Barbati, dopo l’abbandono nel 2013 del gruppo “”, ha all’attivo un Ep e due album soliti (Una vita al top, 2016, e Ansia e Disagio, 2017) a cui ha fatto seguito nel 2021 “Strappati lungo i bordi”, colonna sonora della serie Netflix “Strappare Lungo i Bordi” disegnata e scritta da Zerocalcare.

Questo suo patrimonio discografico lo riporta sul palco aggiungendo alla musica molti altri elementi di “spettacolo”. Quello dell’artista romano infatti non è solo un concerto nella sua classica forma dove l’artista presenta le proprie canzoni con il maggior rigore possibile. Le due ore di show vivono su un’anima profondamente punk, sia nello stile musicale che in quello formale. Lo scambio con il pubblico è continuo, ironico, divertente. Le canzoni vengono anche interrotte per una battuta con la platea, un elemento del pubblico viene “inquadrato” e inizia uno “scambio” con il “bersaglio”. Le stesse introduzioni delle canzoni sono momenti di spettacolo, siparietti tra l’ironico e il cabarettistico e scambi di battute con il pubblico. C’è sicuramente del genio e in generale su tutto il concerto domina uno spirito irriverente, quasi dissacrante, ironico e auto ironico che arriva sino al limite del demenziale. Per certi versi, se non fosse per una questione anagrafica, sembra di rivivere alcuni frammenti della grande scuola degli Skiantos di fine anni ’70 o ancor più, un’esagerazione della lezione degli Elii.

Questo modo di fare spettacolo però non sempre è centrato, a volte la situazione sembra scappargli di mano, esagerando e questa ricerca dell’espediente divertente porta la sensazione di volerla per forza “buttare in caciara”, espandendo i limiti a scapito della qualità.

Tale approccio lo si ritrova anche nella musica, dove a guidare è il punk che, quando la scelta pesca dai primi dischi, si unisce al folk, al country sino ad arrivare alla musica “sull’aia”. Anche qui l’anima e la ricerca spettacolare influisce un po’ sulla qualità dell’esecuzione che tuttavia diventa un “peccato veniale”.

Giancane

A far da scenografia al concerto sullo schermo alle spalle della band (Voce e chitarra, chitarra, basso, batteria e un polistrumentista con tastiere, chitarre, banjo e melodica) scorrono le immagini di improbabili televendite (in particolar modo quelle che reclamizzano la conversione della vasca da bagno con l’apertura laterale). A questo si aggiungono alcuni divertenti interventi di parlati realizzati con la voce dell’assistente vocale di Google.

La scaletta ha una sorta di ordine cronologico in cui si può riconoscere anche l’evoluzione stilistica di che pur spazia tra un country/folk punk a un punk rock più rigoroso. Un suono ovviamente dominato dalle chitarre e da una potente base ritmica con qualche inserto di tastiere e, quando necessario, di banjo.

La data di Milano è stata occasione per invitare sul palco un altro “fuori di testa”: (Francesco Roggero) musicista ma anche “stiloso” stilista, autore della “tutina” tigrata indossata dal batterista. Dal palco Auroro ha presentato il suo disco, primo nella storia, realizzato per Tick Tock della durata di 2:59 prodotto da . È stata anche l’occasione per tornare a fare un riuscito Stage Diving. Aurolo Borealo, con la sua dose di “follia”, è poi risalito sul palco nei bis.

Giancane Scaletta

Bis travolgenti, che si sono trasformati in una riuscita festa, gioiosa, caciarona, coinvolgente e rumorosa. Con Auroro la band si è lanciata in una travolgente rilettura “Maya Hi, Maya Hu”, brano di Crazy Frog. (altra cover della serata dopo la rilettura di “Un’emozione da poco”, brano portato al successo da Anna Oxa e qui interpretata dal chitarrista). Per tutto il concerto il pogo sotto il palco è tornato selvaggio, Il passato sembrava veramente dietro le spalle.

In generale, limati certi estremi e tenendo maggiormente sotto controllo la situazione, quello che Giancane mette in scena è un concerto di grande forza e vitalità con canzoni molto “urbane” dal linguaggio forte, comune e quotidiano, mai astratte ma sempre legate al presente. Ad esempio le descrizione contenute in “Hogan Blue” sono centratissime. La tendenza all’esagerazione è forse spiegata e giustificata dalla voglia di tornare sul palco di un club.

Scaletta

Intro
Hogan blu
Ciao sono Giancane
Vorrei essere te
La vita
Un emozione da poco (Cover Anna Oxa) (Lucchesi)
Limone
Disagio
Ospite
Mutande Uomo con
Ipocondria
Non dormo più
Una vita al top
Pare che dorme/ Vecchi di Merda

Bis
Tuttuccia
Strappati Lungo i bordi
Buon compleanno Gesù
?
Ancora Aurolo Borealo
Maya Hi, Maya Hu Brano di Crazy Frog
La stessa estate

Total Page Visits: 831 - Today Page Visits: 1

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *