EMMA NOLDE: giovane e promettente. Un live interessante. Recensione concerto Live Milano

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EMMA NOLDE
15 ottobre 2020
Circolo Arci Bellezza
Milano

Voto: 6,5
di
Luca Trambusti

Emma Nolde Live Milano 16 10 2020
Aperture: 2Camera: Mi Note 10Iso: 2087Orientation: 1
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Emma Nolde, 19 anni da Arezzo, è una delle nuove promesse della scena musicale italiana. Con l’album “Toccaterra”, uscito il 4 settembre distribuito Universal, la giovane toscana (dell’etichetta Woodworm, la stessa di Zen Circus, Motta, Nada e Fask), si è fatta notare dalla critica e dal pubblico attento alla nuova canzone d’autore.

Emma infatti non si muove nei territori che molti suoi colleghi coetanei frequentano ovvero quelli del rap, trap, pop o it pop. Lei è riconducibile alla canzone d’autore, a quel mondo sonoro molto vicino al cantautorato moderno, dove la tradizione si accosta ad una parte elettronica (mai predominante). E poi Emma in “Toccaterra” racconta sé stessa, la sua adolescenza (che è appena terminata) con dei problemi ora superati. Lei con i suoi 19 anni è genuina, semplice ma allo stesso tempo ben strutturata, matura e sa raccontare bene con parole e musica.

Gli inizi e la gavetta

La sua storia artistica inizia da giovanissima: a sette anni suona la chitarra in maniera giocosa, poi studia la classica, sino alla scoperta del jazz e della musica pop. Da lì si è aggiunto il canto, prima in inglese (“è stato uno schermo per raccontare di me” dice) e poi, all’arrivo di una maggior sicurezza, in italiano. Contemporaneamente però inizia una carriera live (“Ho iniziato – dice – a fare i mie primi concerti a 14 anni”) esibendosi nei locali toscani, da solo, in duo o in trio, con le sue poche composizioni (prima in inglese e poi in italiano) e qualche cover. Di fatto questo disco Emma lo porta dal vivo da oltre un anno.

É gavetta in tutti i sensi, nella scrittura e nella trasposizione live della sua musica. Arriva poi l’incontro con Woodworm, per la discografia ed il management e Locusta per il booking. Si sviluppa così tutto il progetto, senza fretta e con tanta pazienza sino ad arrivare a questo disco d’esordio ed a crescere anche nei live. Purtroppo per lei (come tutti) la sua partenza dal vivo è stata frenata e fortemente condizionata dall’attuale situazione del mondo (dello spettacolo).

Nel rispetto delle disposizioni previste per l’organizzazione dei concerti (anche se non mi è stata misurata la temperatura) e con il giusto distanziamento, Emma Nolde è arrivata ad esibirsi a Milano, nella bellissima sala grande dell’Arci Bellezza. Prima di lei sul palco Tonno, una giovane rock band.

Uno showcase di lusso

Per i suoi 45 minuti di esibizione, quello di Milano non può definirsi un concerto completo, ma un ricco showcase da cui però si capiscono già moltissime cose positive (attenzione, la sua durata influisce anche sul voto attribuito in questa recensione). Per l’occasione Emma si è presentata in trio: la classica formazione chitarra, basso batteria, con spostamenti, per lei e per il bassista, alle tastiere.

Quello che colpisce è la sua figura, completamente vestita di bianco, ma soprattutto la sua capacità di stare in scena. L’esperienza accumulata, il palco già frequentato in occasioni diverse, permettono a Emma di avere una grande sicurezza, di sapersi muovere, di essere partecipe all’esibizione stessa, di introdurre con convinzione le canzoni e di superare brillantemente anche qualche piccolo inconveniente tecnico.

Tanta roba

Dal punto di vista musicale lo show è un buon campionario del lavoro di Emma. C’è la canzone d’autore, c’è una propensione rock, c’è l’elettronica, ci sono chitarra e tastiere e si arriva a concludere con un rap. Sono una manciata di brani che confermano in pieno ciò che Emma promette su disco, anzi le canzoni vengono ulteriormente rivitalizzate e diventano, quando lo richiedono, graffianti (Dal vivo non usiamo sequenze – dice Emma – c’è una vena più rock, tutto è più suonato). La parte finale dello showcase è assolutamente di grande livello, con un lungo brano in inglese (della sua vecchia produzione) che si conclude con una complessa parte strumentale “sporcandosi” con una vena psichedelica. A conclusione arriva la ritmica “Berlino” che nel suo svolgimento porta ad un finale rap a due voci. Brava.

Il nome di Emma Nolde è dunque da mettere sull’orizzonte di tutti coloro che amano la buona musica. Una giovane ragazza in crescita, che colpisce sia dal punto di vista discografico che da quello live in queste sue prime uscite nel grande panorama. Ha solo un problema: che per i live deve incastrare anche i suoi impegni scolastici…

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