HOTEI: la scoperta del Giappone. La prima volta del chitarrista in Italia. Recensione.

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recensione concerto Milano
Special Guest
11 Ottobre 2018
Serraglio
Milano

Voto: 7
Di

recensione concerto Milano

L’attenzione musicale di Milano è tutta rivolta al Forum catalizzata dalla prima delle date italiane degli . Eppure c’è vita anche al di fuori dei grandi concerti e così capita che nella periferia della città, in una sera di pioggia su un (relativamente)  piccolo (ma sempre interessante) palco salga un gigante del rock giapponese a cui si aggiunge uno dei più popolari artisti italiani, conosciuto anche nel mondo.

Tomoyasu la prima volta in Italia

 E’ al Serraglio di Milano che il chitarrista Hotei Tomoyasu si esibisce per la prima volta in Italia da headliner, prima aveva frequentato ben altri palchi tra cui l’ e Piazza San Marco a Venezia ma lo aveva fatto come ospite, collaboratore e special guest di che ha accompagnato con la sua chitarra in diverse tappe del tour europeo.

In Italia lo introduce

Dell’esistenza in Italia di Hotei si viene dunque a sapere da che coglie ogni occasione per magnificarne le doti tecniche e quelle umane. Attenzione però perché il musicista sarà sconosciuto da noi ma nel suo Giappone è una star…… molto amato dal pubblico è uno che riempie i locali ed ha una lunga serie di dischi all’attivo (circa 17) ed ha composto lo strumentale “Battle Without Honor or Humanity” inserito nella colonna sonora di Kill Bill volume 1. Così con grande coraggio la ha deciso di portarlo per la prima volta in Italia regalando l’opportunità di scoprire (a chi lo vuole fare) un talentuoso chitarrista che ha un’attività ben oltre il cono di luce che gli ha regalato .

In platea i giapponesi

Dunque di fronte a poche centinaia di persone, molti giapponesi, anche qualche autorità, Hotei ha presentato la sua musica dimostrando le proprie doti di chitarrista, con grande simpatia, umiltà e coinvolgendo alla grande i presenti (inclusi i non giapponesi). Hotei, che vive da qualche anno a Londra, si muove su un territorio prevalentemente rock, un rock chitarristico che nelle sue cavalcate incontra il pop, il soul, il blues, il funk e si spinge anche verso qualche cosa di più duro. E’ un gran virtuoso delle strumento, un ottimo chitarrista, preciso, pulito, potente quanto basta senza mai scadere nel “pesante”; la sua tecnica però è il più delle volte al servizio della canzone, non è solo una dimostrazione di potente abilità fine a se stessa, i suoi solo, il suo fraseggio si inseriscono sempre in un contesto “autorale”.

Canta in giapponese

Questo è il bello ed il limite della sua proposta. Se come chitarrista è di gran valore, un po’ meno lo sono le sue canzoni ed anche i suoni delle tastiere che lo accompagnano che a volte paiono un po’ datati, sintetici. In questo forse si ritrovano le sue origini giapponesi. A tal proposito è curioso anche sentir cantare in giapponese (che Hotei alterna all’inglese). I limiti di composizione non segnano tutta la produzione del musicista, a volte, soprattutto su alcuni strumentali, la sua tecnica e la sua bravura coprono questi limiti pur senza scadere nel limite del virtuosismo freddo e limitato. Assente invece un forte richiamo “etnico”, il suo è un rock dal linguaggio internazionale, solo con una leggera inflessione orientale…… Hotei si spinge anche a “coverizzare” “Starman” di David Bowie (in realtà non gli fa un grandissimo servizio) ed a sfiorare con citazioni i Rolling Stones

Ciò che colpisce è la sua empatia, il suo approccio al pubblico, sempre divertito; introduce molte canzoni e butta lì qualche parola d’italiano e ne dà la traduzione in giapponese.

ospite al servizio di Hotei

A fine serata arriva il momento top ovvero l’ospitata di che sale sul palco ed abbraccia l’”amico chitarrista”, ne tesse nuovamente le lodi e racconta la storia della loro “amicizia” ricordando che queste collaborazioni vanno oltre il music business e sono dettate dalla reciproca stima ( è stato ospite in Giappone di un concerto di Hotei). Insieme i due eseguono “Black Cat”, “Iruben Me” e “Baila Morena”. L’impressione è che si stia divertendo, che non si preoccupi se per una volta tanto davanti a lui non ci sono stadi e arene ma solo poche persone, appassionate. E’ un momento divertente, di vera musica, spogliata da ogni sovrastruttura discografica e, in accordo con quanto detto da , di business. Con calorosi abbracci e reciproci ringraziamento, dopo un lungo assolo di Hotei saluta, se ne va mentre il chitarrista lascia il pubblico con un altro lungo brano di grande potenza. Ci sarà poi spazio per un ulteriore bis conclusivo.

Serata piacevole

Quella del Serraglio è stata una serata molto piacevole, se non perfetta dal punto di vista musicale sicuramente interessante per la piacevole scoperta di un ottimo musicista, con un imponente bagaglio tecnico, pur limitato nella scrittura e con una grande comunicativa (musicale e dialettica). Ciliegina sulla torta le tre canzoni con Zucchero che non ha assolutamente ricoperto il ruolo della superstar ma si è messo al servizio del chitarrista.

Piacevole scoperta in una serata spesa bene.

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