DESTROYER, con la sua chitarra acustica lascia spazio a Dan Bejar Recensione concerto e scaletta live Milano settembre 2026
DESTROYER
Recensione concerto e scaletta live
23settembre2026
ARCI Bellezza
Milano
Recensione diLuca Trambusti
Voto: 👏👏👏
Qualche mese fa il nomeDESTROYERè arrivato sotto i riflettori grazie al successo del singolo “Bologna”, anticipazione del nuovo albumDan’s Boogie, pubblicato a marzo 2025. Ma oltre a questa “esplosione” mediatica, il progetto ha una storia concreta e consolidata.

Destroyer: una lunga storia
Nato a Vancouver nel 1995,DESTROYERè il progetto musicale del cantautore canadeseDan Bejar, diventato nel tempo una delle figure più originali della scena indie nordamericana.Lasua musica attraversa indie rock, artpop, folk, glam e sonorità elettroniche, con arrangiamenti sofisticati e testi visionari, ironici e spesso enigmatici. Tra i suoi lavori più significativi – in una carriera che conta 15 album e 4 EP – spiccanoStreethawk:A Seduction(2001),Destroyer’s Rubies(2006) e soprattuttoKaputt(2011), considerato uno dei dischi più rappresentativi per l’elegante fusione di pop, jazz, soft rock e atmosfere anni Ottanta.
Negli anni successivi Bejar ha continuato a reinventare il suono diDESTROYERcon album comePoison Season,Ken,Have We MeteLabyrinthitis. La sua discografia più recente si chiude nel 2025 conDan’s Boogie. Dan Bejar è noto anche per la sua partecipazione ai The New Pornographers, supergruppo indie canadese di cui è uno dei principali autori.
La sola chitarra acusticae l’anima
Dopo parecchi anni di assenza,Destroyerè tornato in Italia con tre concerti: Bologna (21 settembre), Roma (22 settembre) e infine Milano. Sebbene il nome possa evocare scenari legati all’heavy metal, la strada del progetto è un’altra: per le date italiane – come per tutto il tour europeo, conclusosi a Milano – Dan Bejar è sbarcato dall’aereo con le sue valigie e una sola chitarra acustica, perché lo spettacolo che propone è in versione one-man, da busker.
In questo modoDESTROYERlascia tutto lo spazio al cantautore Dan Bejar. Dimenticate le sovrastrutture presenti nei dischi e gli inserti elettronici: qui tutto si annulla, diventa essenziale e crudo, ritorna alla forma embrionale e nativa delle canzoni. Voce e chitarra scandiscono la scaletta del concerto (che “liquida” subito la “pratica” “Bologna”) per circa settanta minuti: essenziali, crudi, nudi. Ne emergono la sostanza, la struttura e la forma espressiva dei brani; le velocità si abbassano e i suoni si semplificano, a tutto vantaggio di una lettura più emotiva delle composizioni.
Va sottolineata la grande abilità interpretativa di Bejar: il suo approccio non è mai lineare, ma modulato attraverso variazioni e dinamiche che mettono in luce strutture variegate. Non si affida soltanto al flusso di parole – comunque presente – ma apre spesso a semplici digressioni musicali, alternando momenti melodici ad altri più ritmati, talvolta anche all’interno dello stesso brano. L’ascolto risulta quindi prevalentemente, ma non esclusivamente, emotivo, ma soprattutto mai noioso.
Poche parole, tanta sostanza: ascoltareDESTROYERnella “versione Dan Bejar” è una carezza per l’anima.
Scaletta

Bologna
Crimson Tide
Helena
Destroyer’s the Temple
Times Square
Trembling Peacock
A Dangerous Woman Up to a Point
Tinseltown Swimming in Blood
Downtown
Your Blood
Cue Synthesizer
European Oils
A Light Travels Down the Catwalk
Foam Hands
What Road
Don’t Become the Thing You Hated
Encore:
Virgin With a Memory
Chinatown






