FATOUMATA DIAWARA sta tornando in Italia
FATOUMATA DIAWARA
L’artista Maliana sta per arrivare in Italia dove è attesa per due live
FATOUMATA DIAWARA, voce tra le più potenti e carismatiche della scena musicale africana contemporanea sta per tornare in Italia asettembreattesa per due appuntamenti:
13 settembre 2026 al Talos Festival di Ruvo di Puglia
15 settembre 2026 al Romaeuropa Festival presso laSala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.
Fatoumata Diawaraè un’artista carismatica che usa la musica come strumento di libertà e consapevolezza: fuggita dal Mali a diciannove anni per decidere del proprio destino, oggi, a quarantatré anni, coniuga la sua vita di artista con quella di madre di due figli. Cantautrice, chitarrista e attrice, voce di riferimento della musica africana, ha saputo fondere le tradizioni musicali del suo Paese con linguaggi sonori contemporanei, scrivendo e interpretando in bambara e collaborando con nomi internazionali come Bobby Womack, Herbie Hancock, Tony Allen, Roberto Fonseca, Oumou Sangaré, Blick Bassy e Damon Albarn; ha ricevuto inoltre due candidature ai Grammy. Le sue canzoni affrontano con continuità le radici culturali e temi sensibili come la condizione femminile, i matrimoni combinati e l’infibulazione, esperienze di cui è stata testimone diretta.
Il nuovo album MASSA (L’Eterno [Dio] ), pubblicato dall’etichetta No Format e disponibile in CD, vinile e sulle piattaforme digitali, è il suo lavoro più personale fino a oggi e il primo dopo London Ko (2023). Intenso e potente, il disco traduce l’autobiografia in racconto musicale, dove memoria, spiritualità e senso di appartenenza si intrecciano: la maternità, la fede, il ricordo e la trasformazione delle difficoltà in consapevolezza sono al centro di brani che parlano a un pubblico universale. L’album contiene un commosso omaggio al padre scomparso, la cui presenza affettiva continua a guidarla oltre l’assenza.
Sul piano sonoro, MASSA amplia l’universo di Diawara mescolando radici maliane e sperimentazione contemporanea sotto la direzione artistica del musicista francese -M-, trovando un equilibrio tra tradizione e innovazione. Il brano omonimo e il relativo videoclip sviluppano una riflessione sulla fede, sull’uguaglianzae sulla dignità umana: il messaggio centrale è che ogni individuo percorre un cammino unico e che Dio veglia su tutti senza distinzione, invitando a umiltà, compassione, rispetto e gratitudine, e a non giudicare chi vive in condizioni di fragilità. Con questo progettoFatoumata Diawararestituisce alla propria esperienza biografica ed emotiva una forza narrativa capace di parlare trasversalmente a culture e pubblici diversi, offrendo sapienza, consigli e una visione che unisce impegno sociale e resa poetica dell’esistenza.
Fatoumata Diawara– Voce potente e visionaria della scena musicale africana, l’artista maliana ha costruito un percorso artistico esemplare che attraversa danza, cinema, teatro e musica.
Cresciuta come ballerina nella compagnia del padre e nota al grande pubblico per i ruoli cinematografici — in particolare La Genèse (diretta da Cheick Oumar Sissoko, premio Un certain regard al Festival di Cannes 1999) e Sia, the Dream of the Python (2001) — ha poi passato sei anni in tournée con la compagnia teatrale Royal de Luxe, dove è passata dal cantare dietro le quinte al salire sul palco per volontà del regista Jean‑Luc Courcoult.
Nel 2007 interpreta la strega Karaba nel musical tratto da Kirikou et la Sorcière; incoraggiata da Rokia Traoré impara la chitarra e inizia a suonare nei bar parigini le sue composizioni. Rivelata al grande pubblico con l’album Fatou (2011), unisce la tradizione wassoulou a influssi funk occidentali per esprimere l’intimo attraverso la chitarra folk; nel 2013 coordina il progetto Mali Ko con quaranta artisti maliani in risposta alla crisi del Paese, e nel 2018 pubblica Fenfo («qualcosa da dire»), lavoro che le vale nel 2019 nomination ai Grammy Awards e alle Victoires de la Musique.
Il suo stile fonde afrobeat, jazz, electro,pope rock restando ancorato ai ritmi mandinka; l’album London Ko, ambizioso e ricco di collaborazioni, testimonia il suo gusto per contaminazioni audaci e la sua dedizione alla condivisione culturale, in particolare nel rapporto creativo con Damon Albarn, nato sul palco di Africa Express nel 2012 e proseguito con Désolé dei Gorillaz (2020). Ha collaborato anche con Disclosure in Douha (Mali Mali) (2020) e si esibirà con i Gorillaz in una serie di concerti europei, incluso quello del 20 giugno al Tottenham Hotspur Stadium di Londra.
Figura centrale nel progetto Lamomali avviato da -M-, incarna l’anima mandinka del collettivo e contribuisce a un dialogo tra tradizione e musica contemporanea. Hasuonatoal fianco di Ms. Lauryn Hill durante il tour di The Fugees allo Ziggo Dome di Amsterdam, rafforzando un rapporto artistico nato con il brano Black Woman (2021). Primo riconoscimento simbolico della sua influenza è la firma di una chitarra signature con Gibson Epiphone, prima donna nera ad ottenerla; oltre alla musica dirige un’organizzazione benefica in Mali che sostiene economicamente e promuove l’accesso all’arte e alla musica per bambini con albinismo e disabilità.
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