TWENTY ONE PILOTS: chiudono col botto La Prima Estate Festival Recensione concerto scaletta live
TWENTY ONE PILOTS
LA PRIMA ESTATE FESTIVAL
Recensione concerto e scaletta live
28 giugno 2026
Parco BussolaDomani
Lido di Camaiore
Di Giorgio Zito
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L’edizione 2026 del festival La Prima Estate si chiude col botto e un pubblico da sold out che dalle prime ore del mattino si è accampato davanti agli ingressi del parco BussolaDomani per assistere al concerto dei TWENTY ONE PILOTS.
La Prima Estate Festival musica e benessere
Ma facciamo un passo indietro e torniamo alla conferenza stampa di presentazione del festival,quest’anno con una line-up davvero di livello internazionale (Nick Cave, Gorillaz, Jack White, Twenty One Pilots, Richard Ashcroft, The Hives, Libertines), nomi importanti e in alcuni casi in esclusiva per l’Italia.
Un cast frutto del buon nome che il festival si è fatto in questi anni, e in parte anche dell’assenza quest’anno del Festival di Glastonbury che solitamente si tiene nella stessa settimana, mettendo a disposizione degli organizzatori una scelta più ampia. Vincente forse anche la scelta di offrire un festival leggermente diverso dagli altri, dove le serate sono frutto non di un insieme di nomi importanti aggiunti uno all’altro, ma della ricerca di raccontare una storia coerente.
Vincente anche la scelta logistica: un festival a pochi passi dal mare, che ti consente di vivere una settimana di spiaggia e sole di giorno e grande musica di sera. Apprezzabile infine l’attenzione al benessere del pubblico, dalle molte offerte diverse per mangiare e bere, eliminando le code alle casse e gli odiati tokens, alla disponibilità di aree ristoro e relax all’ombra, al “pit”, che qui si chiama “garden”, che non è davanti al “posto in piedi”, ma di fianco, dando la possibilità a tutti di arrivare nelle prime file. Rimarcabile infine l’estrema puntualità dell’inizio di ogni set, rispettando gli orari previsti e chiudendo le serate a mezzanotte esatta (unico strappo quello di Nick Cave, che ha prolungato il suo concerto di circa 30 minuti).
TWENTY ONE PILOTS parlano il linguaggio dei 20/30enni
TWENTY ONE PILOTS hanno chiuso il festival con uno show dal forte impatto scenico ed emotivo, da veri idoli della generazione di 20/30enni che si riconoscono nei loro testi, al punto di adottarne il linguaggio simbolico nei vestiti.
Un pubblico accorso da tutta Italia e anche da fuori, che più che un gruppo di fans ricorda una vera e propria community.

Il duo americano (Tyler Joseph, voce e all’occorrenza piano, chitarra e tastiere, e Josh Dun e batteria e voce) ne è consapevole, e si prodiga più volte nel ricambiare l’affetto del pubblico, scendendo anche dal palco per suonare alcuni brani su piccole pedane sostenute dai fans sopra le proprie teste. Musica forse mainstream, ma dal contenuto interessante e sicuramente coinvolgente se si ha l’età giusta per esserne rapiti. Spiccano soprattutto i momenti in cui Tyler si lancia in rap davvero convincenti, dimostrando in questo ottime doti.
Sicuramente molto bravi, hanno presentato una scaletta di 90 minuti senza interruzioni, accompagnati e sostenuti dalle migliaia di voci del pubblico che non ha smesso di cantare le loro canzoni, compresa la cover di Seven Nation Army di Jack White, ospite del primo week end del festival con un concerto che a detta dei presenti è stato uno degli eventi live italiani dell’anno.
Il festival che convince
Così come sono stati senza dubbio eventi dell’estate live italiana i concerti di Nick Cave e dei Gorillaz, di cui potete leggere su queste pagine. Per quanto riguarda gli altri nomi del secondo weekend, da segnalare senza dubbio il set dei messicani Midnight Generation con la loro elettrodance anni ’70 a base di strumentazione vintage (moog, prophet, vocoder) e i loro vestiti in tema: per loro il festival è l’ambiente giusto, sono stati perfetti per far divertire e ballare il pubblico in attesa degli headliner.
Così come molto bravo è stato Don West, una bella sorpresa carica di soul con tutti i crismi, niente di nuovo ma apprezzatissimo. Sorte diversa è toccata ai bravissimi Sleaford Mods, forse troppo alternativi e strani per piacere a un pubblico più classic rock oriented come quello di Nick Cave, che in buona parte li ha mal tollerati. Convincenti anche i Nation of Language con il loro synt pop anni 80 rivisitato in chiave contemporanea, e con una bella presenza sul palco. Molto bravo il cantautore Dove Ellis, che sconta il fatto di essersi esibito nel primo pomeriggio, con il sole caldissimo ancora alto, e il pubblico che cominciava lentamente ad affluire. Senz’altro da risentire in un ambiente più raccolto. Conferma per la splendida e apprezzatissima Emiliana Torrini già conosciuta dal pubblico italiano. Arrivato alla sua quinta edizione,
La prima Estate si è confermato come un appuntamento centrale dell’estate live italiana
Scaletta Twenty One Pilots:
Overcompensate
The Contract
Center Mass
Shy Away
Heathens
Next Semester
One Milky Way
Tear in my heart
Torch Theme
Jumpsuit
City Walls
Nico and The Niners
Heavydirtysoul
Drum Show
Rawfear
Drag Path
Doubt
Ride
Tally
Seven Nation Army
Stressed Out
Trees
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