TONY HADLEY: L’eleganza del gran “vocione” Recensione concerto scaletta live Milano
TONY HADLEY
“An English Man in Italy”
Recensione concerto scaletta live
29 aprile 2026
Teatro Manzoni
Milano
Recensione di Luca Trambusti
Voto 👏👏👏
«Non vedo l’ora di tornare in Italia con questo tour. Ripercorrerò con il pubblico molte tappe della mia carriera, con l’emozione in più di portare dal vivo alcuni brani del nuovo album. E farlo insieme alla mia Fabulous TH Band, con cui ho un’intesa straordinaria, rende tutto ancora più speciale. Il pubblico italiano ha sempre avuto un’energia unica e negli anni ho costruito con loro un legame autentico, che continua a sorprendermi. Ritrovarli ai miei concerti, canzone dopo canzone, è uno dei motivi che rendono questi concerti così importanti per me.»

Così TONY HADLEY lanciava il suo nuovo tour “An English Man in Italy” sette date, partite con due live da Milano, nel nostro paese con cui l’ex voce degli Spandau Ballet, ha un rapporto speciale e dove non manca di esibirsi in ogni tour.
E per il suo live nel capoluogo lombardo Hadley scegli i rossi velluti delle poltrone del Teatro Manzoni, in pieno centro città e chiama a sé un pubblico che lo segue già dalla prima ora e che adesso ha piacere a ritrovare quel ragazzone cresciuto bene. Un pubblico molto affezionato.
Tra passato e presente
L’ex frontman degli Spandau Ballet ha costruito la scaletta come un viaggio emotivo, muovendosi tra il passato remoto dell’iconica band anni ’80 sino alle cose più recenti che entreranno nel prossimo disco. Ma per l’inizio ha preferito un approccio intimo e raffinato da crooner rileggendo il classico “Feeling Good”, cantata seduto su uno sgabello.
Ma è durato solo un attimo perché poi è passato ai “classici” degli Spandau con il pubblico che ha gradito parecchio il tuffo nel passato.
Nel rileggere quella storia Hadley non ha un approccio “museale”, non si abbandona alla nostalgia e tutte le canzoni del repertorio passato sono arrangiate in maniera essenziale e moderna, togliendo tutte quelle stratificazioni di tastiere e lasciando più spazio alla chitarra. Una scelta che ha rinfrescato il repertorio senza snaturarlo.
Ma oltre al passato più o meno remoto il 66enne cantante britannico guarda al presente e propone una manciata di brani più recenti come “Alibi”, “Turn Me On”, “With The Pride” (con cui riveste gli abiti del crooner tra piano e chitarra) e una delle prime volte live di “Mission Impossible” la sua ultima “creatura”. Brani che spaziano da momenti più intimi ad altri di maggior impatto sonoro.
Lo spazio alla musica e il confronto con Mercury
Immancabile “Through The Barricades” che Hadley propone sorseggiando un Jack Daniel’s nella prima parte con un tappeto di tastiere e una chitarra arpeggiata. Nella seconda sezione della canzone interviene anche la percussionista/corista a cui il protagonista lascia un buon spazio, cosa che farà con lei sovente nel corso della serata. Ma in genere concede spazio alla musica e ai suoi musicisti, in particolare alla chitarra che spesso è chiamata a fare assoli.

Tony Hadley ha una gran voce e allora si fa interessante il “confronto” a distanza con Freddy Mercury quando dal palco partono le note di “Somebody To Love”, quella dei Queen. Fare un paragone e soprattutto una classifica tra i due è difficile, forse anche inutile, resta il fatto che quella dell’ex Spandau Ballett è un’interpretazione (anche su un arrangiamento differente) notevole ma lontana dallo spirito di Freddy e dal suo stile vocale, Hadley ci mette tutta la “morbidezza” e “rotondità” della sua vociona.
La “vociona” chiude con i classici coinvolgendo il pubblico
Il concerto finisce in festa, con il pubblico che corre verso il palco per l’ultima manciata di brani del passato, quelli più amati e cantati, partendo dal funk scatenato di ”Chant no 1”, dove la percussionista/corista ha nuovamente dimostrato grande versatilità, passando con disinvoltura dagli strumenti alla voce.
Con una lunga versione di “Gold” (preceduta da latre hit) dopo un’ora e mezza si chiude il concerto e quello che resta è una serata che conferma come Hadley non sia solo una voce del passato, una reliquia, ma un interprete (ma anche autore) capace di rinnovarsi mantenendo intatta la sua eleganza britannica, come il suo inconfondibile timbro vocale, che è il marchio di fabbrica e la sua forza.

Scaletta
Feeling Good
To Cut A Long Story Short
Highly Strung
Only When You Leave
I’ll Fly For You
Alibi
Round And Round
Turn Me On
Soul Boy
With The Pride
Mission Impossible
Through The Barricades
Somebody To Love
Walk Of Shame
Chant No 1
Lifeline
Mad About You
True
Gold
Questo il calendario del tour “Tony Hadley – An English Man in Italy”
28 e 29 aprile a Milano (Teatro Manzoni),
30 a Bologna (Teatro Duse),
2 maggio a Brescia (Dis_play al Brixia Forum),
3 a Torino (Teatro Colosseo),
8 a Bassano del Grappa (Cmp Arena)
9 a Sassari (Teatro Comunale).
A queste si aggiungono gli appuntamenti estivi, tra cui
Monforte d’Alba (26 giugno),
Montecatini Terme (6 luglio),
Cervia (15 luglio),
Mola di Bari (17 luglio)
e il concerto “Live in Symphony” a Tagliacozzo il 18 agosto.
Il 27 giugno Hadley sarà inoltre tra gli ospiti del Concertozzo a Biella, annuale concerto/evento di Elio e le Storie Tese con il Trio Medusa.
https://www.facebook.com/thetonyhadley

