ORCHESTRA LORDS OF THE SOUND: la musica di Hans Zimmer per la vicinanza dei popoli. Così ci racconta il concerto un nostro lettore
LORDS OF THE SOUND ORCHESTRA
THE MUSIC OF HANS ZIMMER
27 aprile 2026
Teatro Repower
Assago Milano
Recensione e foto di Francesco Volpato
È un pubblico sicuramente eterogeneo quello che si vede progressivamente accedere al teatro alle porte di Milano. Una platea composta da persone di tutte le età e abbigliata secondo gli stili più vari prende posto in una sala in cui le poltrone ricordano i cinema degli anni ‘70. Siedono vicini tra loro outfit adatti ad una serata alla Fenice di Venezia con quelli colorati e originali dei giovani abituati alla musica ascoltata ovunque e senza superflue formalità .
Poco prima dell’inizio del concerto il palco viene illuminato da una dozzina di lampade blu che incorniciano le sedute destinate agli orchestrali, mentre dietro le quinte, nonostante brusii in sala e la musica di sottofondo, si possono sentire le suggestive prove degli orchestrali oramai pronti all’entrata.

L’orchestra ucraina
Nell’attesa dell’orchestra al centro del fondale campeggia il QR code “LORDS OF THE SOUND” . Si tratta del nome della giovane orchestra ucraina protagonista della serata, famosi per aver reso la musica sinfonica accessibile a un pubblico pop. Portano in tour per l’Europa programmi dedicati anche ad Ennio Morricone diventando anche di fatto ambasciatori culturali del loro paese in questi difficili frangenti.
Con l’inizio del concerto le luci si abbassano e lo schermo alle spalle dei musicisti inizia a proiettare stilizzate immagini del film di cui proporranno le colonne sonore firmate da HANS ZIMMER.
Hans Zimmer e le emozioni delle grandi musiche da film
La scaletta segue un percorso cronologico ed emotivo che vede coinvolti i temi di film sicuramente noti e riconoscibili dalle immagini disegnate sullo schermo (in dissolvenza appare comunque il titolo del film a cui la musica si riferisce).

Tra i primi a essere introdotti quello incalzante di “Sherlock Holmes” cattura subito l’attenzione del pubblico. Ma è il tema de “Il Gladiatore” con il suo famoso crescendo a far esplodere la prima vera emozione.
Scorrono poi, tra gli applausi del pubblico al termine di ogni brano, gli altri temi famosi come “Man of steel”, “Pearl Harbour”, “Spirit” e “Madagascar”, tutte composizioni firmate dal Maestro e compositore americano ma di origine tedesca.
Nella seconda parte del concerto, dopo una pausa di circa venti minuti, l’orchestra rientra sulle note che hanno accompagnato le immagini di “Dune” con le sue desertiche atmosfere a cui seguono quelle più muscolari di “Black Hawk Down” con il rombo costante degli elicotteri che si inseguono sullo schermo.
Tuttavia è “Interstellar” a colpire nuovamente il pubblico in quello che potrebbe definirsi il momento più toccante della serata, con il celebre tema dell’organo. Poi si torna nostalgicamente ai ritmi tribali di “The Lion King” per chiudere con l’ipnotica “Time” prima di “Pirates of the Caribbean” che trascina il pubblico.
Archi fiati con basso, batteria e voci
La particolarità e il punto di forza dei Lords Of The Sound sta nella presenza di cantanti solisti, la cui performance vocale colpisce diventando il “cuore pulsante” che dà calore alla potenza orchestrale.
Altra peculiarità non secondaria è la presenza in questa orchestra di batteria e basso elettrico con un ruolo di primo piano. Si trasforma così un concerto da “classico” a un vero e proprio evento rock sinfonico. D’altri canto non va dimenticato che Hans Zimmer definisca se stesso proprio come “un musicista rock prestato al cinema”.

Riflessione d’obbligo su come la musica di Zimmer riesca a farci “vedere” il film anche senza schermo. Il collettivo ucraino dei Lords Of The Sound riesce a onorare questa magia attraverso alternanti crescendo di archi o fiati che scuotono ed emozionano costantemente lungo tutta la serata.
Il potere delle colonne sonore risiede nella loro capacità di annullare le distanze. Le note di “Interstellar” o de “Il Gladiatore” appartengono ormai a una memoria collettiva che non conosce confini geografici.
L’arte che avvicina i popoli
Ad Assago, l’eccellenza dei musicisti ucraini ha simbolicamente dimostrato che l’arte è il veicolo più potente per la vicinanza tra i popoli. Davanti a un grande tema musicale, siamo tutti parte della stessa storia. Il cinema ci fa sognare insieme, ma è la musica dal vivo che ci permette di sentirci vicini.
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