ESTRA: l’ultimo live diventa un film Recensione e Photogallery

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Gli ESTRA sono una band rock italiana nata a Treviso all’inizio degli anni ’90, considerata tra le realtà più originali e letterarie della scena alternativa dell’epoca. Guidati dalla voce intensa e dalla presenza scenica magnetica di Giulio Casale (anche poeta, scrittore e attore), hanno costruito un linguaggio che unisce rock elettrico e tensione poetica. Entrati a pieno titolo nell’ambito del rock d’autore hanno espresso in parole e in musica un aspetto visionario, una raffinata analisi politica usando un linguaggio che ha creato atmosfere profondamente emotive e distinguendosi per l’urgenza espressiva, la cura dei testi e un approccio sempre inquieto e critico.

Nel corso della loro attività discografica tra il 1992 e il 2001 hanno pubblicato sei lavori in studio, un Ep e un live, album diventati di culto per gli appassionati del rock italiano indipendente. Dopo lo scioglimento, Casale ha proseguito con una solida carriera solista, ma il nome Estra è rimasto un riferimento per chi cerca un rock colto e potente fatto di chitarre ruggenti ma intensamente umano, grazie anche alle performance sul palco di Giulio Casale.

Il ritorno: una necessità più che una reunion

Nel 2024 quel nome è tornato ad essere una realtà. Usciti dall’oblio e dalla “leggenda” la formazione originale (Giulio Casale – voce e chitarra, Abe Salvadori – chitarra, Eddy Bassan – basso e Nicola “Accio” Ghedin – batteria) grazie a un fortunato e generoso crowdfunding è tornata in scena prima con un disco dal titolo “Gli anni venti” e poi con un tour (Leggi qui recensione live) in cui analizzavano in modo spietato e senza filtri ciò che nella società è successo durante la loro (presunta) assenza, raccontando appunto gli anni ’20 e paragonandoli allo stesso periodo del secolo scorso. Non si è trattato di una semplice operazione nostalgia o di un ritorno per motivi “commerciali”. Il ritorno degli Estra è stato piuttosto un atto necessario, quasi urgente.

Dunque sebbene gli Estra fossero lontani dalle scene il fuoco di Giulio Casale non si è mai spento e ritrovata la band hanno realizzato un disco di buon valore e di forte impatto, un album dai forti contenuti sociali e politici filtrati attraverso la vena poetica del loro autore.

Per il concerto conclusivo scelgono casa

Per l’ultima data del tour di presentazione di “Gli anni venti” la band è tornata a casa e il 17 luglio 2025 si è esibita nella loro Treviso nell’ambito dello storico festival Suoni di Marca e dove gli Estra si erano già presentati nel 2020.

Quel concerto è stato interamente registrato in audio e video e ora diventa un documentario concerto dal titolodiretto da Denis Brotto della durata di 82 minuti dal titolo Estra In Corpus Christi.

«C’è un legame profondo col nostro pubblico, ormai trentennale, e questo film lo testimonia molto bene. Chi ci apprezza è sicuramente alla ricerca di qualcosa di vero e possibilmente “altro” rispetto alla musica di consumo e più in generale rispetto all’aria che tira. E questo ultimo disco ha senz’altro qualche cosa da dire sull’epoca dura che tutti viviamo – afferma Giulio CasaleCon il regista Denis Brotto abbiamo realizzato Estra In Corpus Christi quando abbiamo visto trasparire dalle immagini la passione, in tutti i significati di questa parola. C’è la passione in senso cristico, sulla quale il regista lavora (quell’uomo disteso a terra, nell’indifferenza generale, immagine con cui si apre e si chiude il film), c’è poi la nostra passione di musicisti e di compagni sodali di gruppo, e poi anche tutta la fatica e il sudore per riuscire a rappresentare ciò che ci sta a cuore».

Ecco il concerto

Il concerto, che non disdegna analisi e critica polita, è un viaggio attraverso la carriera della band di Treviso, oltre 20 anni raccontati, soffermandosi sull’ultimo disco, in 15 brani, sempre in maniera viscerale, con quello stile che unisce rock, chitarre, rabbia, pensiero e teatralità da sempre “marchio di fabbrica” del quartetto.

Ovviamente le riprese live dal palco permettono di dare uno sguardo particolare a tutto ciò che succede sul palco, inclusa la teatralità focosa e partecipe di Giulio che contribuisce sempre ad una buona resa e da valore all’impianto live nel suo complesso. Non da meno sono i suoi compagni che riempiono con potenza ed energia ogni spazio musicale in un contesto duro ma prefettamento adattato alle parti vocali-

«La scaletta – nota Giulio Casale – racconta molto di noi, e di una certa continuità di approccio e di intenti nel corso del tempo: ci sono i pezzi nuovi, tratti da Gli Anni Venti, assieme a quelli pubblicati negli anni Novanta Credo sarà sorprendente per chi assisterà, tanta coerente mescolanza, fino al finale affidato a Tecnica di rilassamento, una vera e propria jam session allargata anche ai nostri collaboratori, canzone del 2003, e proposta di rado in concerto.

Si parte con Risveglio, da Alterazioni, che definisce subito il tono emotivo del live, per proseguire con brani come Che vi piaccia o no e In faccia al niente, che restituiscono la forza espressiva del doppio album live A conficcarsi in carne d’amore. I brani più recenti Gli Anni Venti (lo scenario) e Che n’è degli umani? introducono le riflessioni contemporanee del nuovo corso, mentre Miele riapre uno spazio più intimo, e Nordest cowboy riporta sul palco uno dei manifesti identitari della band. Il finale guarda al presente e alle nuove generazioni con Fluida Lol (i ragazzi), brano emblematico dell’ultimo album. »

Photogallery

A dare ulteriore spessore e valore aggiunto alle “semplici” riprese e riproposizione di quel live ci sono degli intermezzi in B&N in cui Giulio, con una grande vena poetica, interviene tra i brani per fornire un’ulteriore comprensione del testo o degli “alleggerimenti” acustici registrati appositsmente per la pellicola.

«Preziosa lettura quella di Denis Brotto – spiega in merito Casale – I suoi intermezzi in studio, in bianco e nero, tanto aggiungono: si compone così un caleidoscopio, in equilibrio tra introspezione e gesto scenico, performance e preparazione. Come scrisse Qualcuno: la spontaneità è frutto di lunga meditazione ed eccoci qui, ritratti a fuoco da un artista vero»

Il pensiero del regista

Con queste parole l’autore e regista di Estra In Corpus Christi spiega il suo rapporto con la band e l’idea del film
« Gli Estra sono e rimangono una delle più intense, autorevoli e illuminanti espressioni artistiche e musicali del nostro tempo – afferma Denis Brotto, che prosegue – Il 17 luglio del 2025, hanno concluso il tour dell’album “Gli Anni Venti”, il disco dell’atteso ritorno del gruppo. Con l’avvicinarsi di quella data, Giulio Estremo Casale mi ha chiesto di creare un documento sonoro e visivo in grado di rappresentare l’energia, la forza, ma anche l’urgenza che proviene dalla loro musica. Questo film racconta allora il loro ultimo concerto: la fine degli Anni Venti.

La data conclusiva del tour è divenuta l’occasione per immortalare i brani di un percorso musicale sempre attento a raccontare il presente, le sue distorsioni, i suoi patimenti, ma anche quella costante ricerca di bellezza che proviene da canzoni quali Ti ascolto, Monumenti immaginari, o da brani ormai storici quali Puoi Distruggere, Risveglio, Miele.

Quello che ho cercato di fare raffigura un tentativo di esplorazione di alcuni elementi sensoriali che la loro musica è in grado di produrre. L’elemento passionale prima di tutto, incarnato da Giulio, ma che attraversa ogni nota delle loro composizioni. L’elemento tattile, dettato da un suono che sembra arrivare ad avvolgere lo spettatore, immergendolo dentro la forza di una musica che guarda negli occhi i mali del nostro tempo, le sue frane incomprensibili. E l’elemento ritmico: perché un concerto degli Estra è innanzitutto la possibilità di avvertire l’incredibile energia che proviene dal loro suono, dal loro canto, dalle loro parole, e in cui cercare sempre un residuo di bellezza. »

Il regista

Ricordiamo che Denis Brotto è professore all’Università degli Studi di Padova dove è docente per i corsi di “Cinema Digitale” e “Cultura visuale”. Le sue ricerche hanno dato vita a diverse pubblicazioni sul cinema. Come regista, ha realizzato diversi film documentari e videoinstallazioni, tra i quali: “Goethe. La vita delle foglie” (2023), per il Museo Botanico di Padova; “Logos Zanzotto” (2021), evento speciale alle Giornate degli autori del Festiva di Venezia; “In Bloom | Tito Livio” (2020), presentato su RAI5 con Marco Paolini e Gabriele Vacis; “Esedra” (2015), per il Museo della Padova ebraica.

Il tour nei cinema

La prima proiezione di Estra In Corpus Christi è fissata per il 9 aprile al Cinema Lux di Padova, dopodiché partirà un tour di proiezione, alla presenza di Giulio Casale e del regista Denis Brotto, per il Veneto con il seguente calendario (in aggiornamento)

13 aprile al Cinema Italia Eden di Montebelluna (Treviso),
15 aprile al Cinema Manzoni di Paese (Treviso),
17 aprile al Cinema Teatro Duomo di Rovigo,
21 aprile al Cinema Edera di Treviso.

Informazioni e aggiornamenti sulle date delle proiezioni saranno pubblicare nella pagina Facebook di Giulio Casale e degli Estra.

Attendiamo una distribuzione anche nelle altre regioni dove gli Estra hanno lasciato un segno e ancora oggi continuano a bruciare nel cuore dei fan.

Scaletta concerto

Risveglio
Che vi piaccia o no
In faccia al niente
Puoi distruggere
Gli anni venti
Che n’è degli umani?
Vieni
Miele
Metà di me
Monumenti immaginari
Fluida Lol
Ti ascolto
Signor Jones
Veleno che resta
Tecnica di rilassamento

https://www.facebook.com/Estra23
https://www.facebook.com/giuliocasalepage


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