LOS LOBOS: un inno all’abbattimento delle barriere Recensione concerto e scaletta live Nichelino Torino

Condividi

L’attesa ritorno dei LOS LOBOS in Piemonte approda al poco conosciuto Teatro Superga di Nichelino, luogo solitamente fuori dal normale circuito live italiano che si rivela invece un’ottima venue, apprezzata dal pubblico che ne riempie le poltrone ben prima dell’ora di inizio.

S’inizia dal passato

I Los Lobos scelgono di aprire il concerto con “Will the Wolf Survive?”, un tuffo nel passato, un regalo per chi li segue da sempre, conquistando subito l’approvazione del pubblico. Sul palco in prima fila i tre lupi, David Hidalgo e Cesar Rosas, che per tutta la serata si alterneranno alla voce e assoli di chitarra, e Steve Berlin a sax e tastiere, danno prova di grandi capacità senza sterili esibizionismi, integrando i loro strumenti alla perfezione, scambiandosi assoli, creando un suono definito e personale.

Un suono che si basa sulle radici profonde dell’America, in grado di passare dal rock n’ roll di “Flat Top Joint”, di Angel Dance e dei ritmi elevati di “Shakin’ Shakin’ Shakes”, al soul di “Wicked Rain”, alle tinte blues della bellissima “The Neighborhood”.

Ritmo latino

Non mancano i ritmi latini, dalla cumbia di “Chuco’s Cumbia” con un bel solo di sax di Berlin, al classico “Maricela” con Rosas alle maracas e ancora un pregevole solo di Berlin al sax, per arrivare a “Evangeline”, dove i ritmi latini incontrano il rock n’roll.

Le tinte blues colorano “Kiko and the Lavender Moon”, con Hidalgo che imbraccia la fisarmonica. Qui si apre un altro spazio dedicato alla musica tex max e ai ritmi latini, con la travolgente “Ay te dejo en San Antonio” e “Volver, volver”. La chiusura della serata è ancora dedicata al rock n’roll con “Don’t Worry Baby” e la trascinante “Más y más”.

C’è la voglia di divertirsi e di divertire

I Los Lobos hanno dimostrato di avere ancora grinta e voglia di divertirsi, divertendo anche il pubblico con la loro miscela di musica che passando dal rock alla cumbia, dal blues al latino, è un vero e proprio inno all’abbattimento delle barriere.

E il bis ne è la perfetta dimostrazione, con un lungo omaggio dedicato a quel Ritchie Valens, alfiere della commistione tra rock e latino, al quale i Los Lobos devono una buona parte della loro popolarità almeno dalle nostre partirti, con il pubblico finalmente in piedi sotto il palco a ballare su tre classici: “Ooh My Head”, “Come On, Let’s Go” e il medley finale “La bamba / Good Lovin’ / La bamba”.

Un plauso va anche all’associazione ADMR che, dopo aver organizzato per trent’anni concerti nella loro provincia, hanno provato a organizzare un tour italiano. A giudicare da questa prima data possiamo dire che l’esperimento è riuscito.

Scaletta

Will the Wolf Survive?
Love Special Delivery
Flat Top Joint
Chuco’s Cumbia
Angel Dance
Wicked Rain
The Valley
Maricela
Evangeline
Shakin’ Shakin’ Shakes
The Neighborhood
Kiko and the Lavender Moon
Ay te dejo en San Antonio
Volver, volver
Venganza
Don’t Worry Baby
Más y más

Bis
Ooh My Head,
Come On, Let’s Go
La bamba / Good Lovin’ / La bamba

https://www.facebook.com/loslobos


Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *