SÌ BOOM VOILÀ: un supergruppo in divenire tra rock, teatralità e caos creativo Recensione concerto e scaletta live Milano
SÌ BOOMVOILÀ
Recensione concerto e scaletta live
05 febbraio 2026
Santeria Milano
Recensione diLuca Trambusti
VOTO: 🙌🙌
I nuovi progetti, soprattutto quelli ambiziosi, raramente nascono già perfettamente definiti. Spesso hanno bisogno di essere cesellati in corso d’opera, limati e ribilanciati fino a trovare quella formula capace di esaltarnelaforza intrinseca. Una teoria che si applica perfettamente aiSÌ!BOOM!VOILÀ!, supergruppo della scena indie italiana che sta muovendo i primi passi con un’identità già forte, ma ancora in fase di assestamento. In precedenza ci siamo fatti raccontare il tutto dalla batterista Giulia Formica (leggi qui l’intervista).
Un supergruppo dalle radici indie
ISÌ!BOOM!VOILÀ!nascono dall’incontro di musicisti provenienti da esperienze diverse ma tutte riconducibili all’universo indie-rock:Roberta Sammarellial basso (ex Verdena),Davide Lasalaalla chitarra (produttore e fonico),Giulio Ragno Faveroalla chitarra (ex Teatro degli Orrori),Giulia Formicaalla batteria (Baustelle,Seltone molti altri),Michelangelo Mercuri, in arteN.A.I.P., alla voce, noto anche al grande pubblico per X Factor 2020 e probabilmente l’elemento più “eccentrico” rispetto al percorso artistico del resto della band.
Il loro disco d’esordio omonimo è uscito il16 gennaio 2026, data che coincide anche con l’inizio del tour ufficiale partito da Livorno. Un debutto che conferma le aspettative, ma che dal vivo apre ulteriori riflessioni.

Un concerto “al contrario”
Lo show portato in scena è un’esperienza esplosiva. La band ripropone le11 tracce dell’album, arricchendole con due inediti: unalunga introche accompagna l’ingresso sul palco e sovverte la ritualità del concerto, iniziando dai ringraziamenti;“Lavori in corso”, collocata a metà set, un brano che cresce lentamente fino a un finale intenso, con N.A.I.P. che canta al buio illuminato solo dalla sua lampada frontale.
Già da questi elementi emerge chiaramente il tema dellateatralità, che rappresenta al tempo stesso il punto di forza e la principale fragilità dello spettacolo.


Tra hardcore, psichedelia e pogo
Musicalmente il concerto è ricco di dinamiche e cambi repentini. Si passa dal parlato a improvvise esplosioni sonore che sfiorano territorimetal e hardcore, con N.A.I.P. che si dimena sul palco come un posseduto, trascinato – e trascinante – in un flusso di energia che investe anche il pubblico.
Altrove
i tempi di esecuzione dei brani si allungano, le atmosfere si fanno più dilatate e psichedeliche, con intrecci di basso e chitarra che evocano, seppur vagamente, suggestionifloydiane. La varietà è notevole, così come la sostanza: il tutto resta saldamente ancorato a un contesto rock, capace di alternare momenti di ascolto apogo selvaggi sotto il palco.
La teatralità di N.A.I.P.: forza e limite
Su questa base musicale si innesta una componente teatrale molto marcata, incarnata quasi interamente daN.A.I.P.. Il frontman è lucidamente folle, carismatico, imprevedibile: parla, scherza, improvvisa siparietti, fa l’imbonitore, coinvolge il pubblico in una sorta di “riffa”, si muove seguendo un flusso di pensieri surreali e nonsense. Il tutto in modo efficace, coinvolgente… forsefin troppo.

Il suo ruolo è centrale al punto da rischiare di offuscare il resto della band, che in alcuni momenti sembra più intenta a seguire la sua teatralità che a costruire un concerto collettivo. Per paradosso, a tratti, lo show sembra diventare “il concerto di N.A.I.P.” più che quello dei SÌ!BOOM!VOILÀ!.
Sia chiaro: il suo apporto non è sbagliato, anzi è divertente, curioso, sorprendente e anche innovativo. Avrebbe però bisogno di esserelimato e riequilibrato, per trovare quel mix ideale che permetterebbe al gruppo di esprimersi in modo più armonico (che vada oltre i comuni costumi di scena).
Un progetto che promette molto

Tra frustate di chitarra, basso pulsante e scatti di pura energia, iSÌ!BOOM!VOILÀ!portano a casaun’ora di concertoche si chiude come avrebbe dovuto iniziare, rispettando le tempistiche canoniche, con la band “fotografata” nel momento di salire sul palco. Intorno, unaSanteria sold oute un pubblico visibilmente sorpreso e soddisfatto.
Il quintetto colpisce, piace e incuriosisce, anche se non è ancora perfettamente a fuoco. Il tempo, e il palco, aiuteranno sicuramente a migliorare dinamiche ed equilibri, rendendo piena giustizia al potenziale del progetto.
Il futuro sembra promettente. Noi restiamo in attesa.
Alle prossime. Io non mancherò perché tutto sommato anche ora è un concerto piacevole
Scaletta
Intro
Vivere così (Non si può piu)
Santi numeri
Gogna ragazzo gogna
Mentre succhiamo
Un pezzo degliSwans
Lavori in corso
Quelli buoni
Pinocchio
Dio, come ti odio
Voilà!
Saldi di fine tutto
Da zero
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