SOPHIA: un’altalena sonora. Recensione concerto Milano

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SOPHIA
7 Novembre 2016
Arci Bellezza
Milano

Voto: 7,5
di Luca Trambusti

Ci sono band e/o artisti che riescono per le poche ore di un concerto a farti capire come la musica possa essere estremamente libera, come possa uscire dagli schemi rigidi degli stili e dalle gabbie del mercato. Sono quelle sere in cui con poche altre persone (un centinaio) ti ritrovi un un locale (in questo caso peraltro molto bello) ad ascoltare una band dal palco che ha l’ardire di fregarsene delle regole e dello stile in senso stretto per lasciar fluire le emozioni e trasmetterle a chi ascolta.

Questo è successo e succcede al concerto dei Sophia, band inglese formata e guidata da Robin Proper-Sheppard, un songwriter di origini americane ma da tempo residente in Inghilterra.

Robin Proper-Sheppard e soci (per l’occasione un tastierista/chitarrista, un chitarrista/tastierista, basso e batteria oltre ovviamente a Robin stesso al canto e chitarra) hanno regalato un concerto di grande intensità con un’alternanza di ballate lente, intense, quasi ipnotiche (a volte sopratutto nel cantato ci sono echi pinkfloydiani!!!!), ad altre rasoiate, acide e graffianti, di grande forza sonora che arrivano “spettinando” l’ascoltatore. Per entrambe le soluzioni l’intensità e la forza emotiva erano (e sono) uguali.

Un’altalena sonora che parte proprio con una grande grinta e spinta musicale. Senza soluzione di continuità, subito dopo, come ogni dondolio che si rispetti, si arriva al capo opposto ovvero all’intensità fatta magari anche solo di voce e chitarra elettrica. Su tutto uno spirito “intenso” che fa da cappello all’intera esibizione. I Sophia in entrambe le dimensioni non si trattengono, potenza sonora ed emotiva si uniscono e si dividono creando un grande pathos nell’ascolto.

Sophia Live Milano 2

La band inglese capitanata da Robin Proper-Sheppard dimostra come ci possa essere una via indipendente al rock – all’alternative rock – declinato in diverse forme. A Robin non interessa uno stile preciso quanto piuttosto esprimere emozioni e coinvolgere in questo modo l’ascoltatore.

La prima parte dello show è un brano via l’altro poi improvvisamente Robin si mette a parlare tra un uno l’altro e vista l’immediata partecipazione del pubblico inizia con i ricordi di altre esibizioni in Italia e delle risposte del pubblico in quelle occasioni, scherza con chi riprende il concerto, ricorda episodi di vita personale e del suo rapporto con il vinile, scherza sui gesti tipicamente italiani visti durante il soundcheck. Sono siparietti divertenti che coinvolgono e rendono lo spettacolo ancor più piacevole.

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